Askos miniaturistico acromo
| Misure | h 5,3; ø 5,7 |
| Stato | intero |
| Luogo e cronologia | Località Salentino - Tomba n. 6. Fine del IV/inizi del III secolo a.C. |
L'askos è una tipologia di vaso frequente nelle produzioni indigene della Daunia e della Peucezia, riconoscibile per la forma tondeggiante e appiattita a cui si collega un collo tubolare con beccuccio, collegato all'ansa leggermente arcuata che si estende lungo la parte superiore.
La forma del collo lo rende adatto a trattenere la fuoriuscita dei liquidi oleosi. La fortuna di questa forma nell’ambito apulo ha prodotto numerose varianti, tra cui quelle sagomate a forma di animale o adorne di piccole figure di animali o antropomorfe.
Anche la decorazione è varia, spaziando dalle grandi forme acrome più antiche alla decorazione a figure rosse o in stile di Gnathia fino ai grandi esemplari canosini decorati a liste.
L'askos di questa tipologia è un piccolo vaso ad anello dotato di un'ansa di collegamento. Era utilizzato per conservare e versare l'olio nelle lampade. Il termine è di uso moderno (in greco significa "otre per vino").


